TUTTI I MOSTRI DI TARANTINO
Autopsia, Babysitter focosa, Ercole cinese, La lupa mannara. Il peggio del peggio che potete trovare in una videoteca. Poesia, però, per uno strano personaggio che sorseggia sake caldo in un ristorante tailandese di Los Angeles. Quentin Tarantino si è abbeverato spesso dalla cinematografia trash, quando frequentava, con l’ostinazione degli adolescenti, le peggiori sale dei pericolosi sobborghi losangelini. “Molti bimbi amano Disneyland – scrive il Los Angeles Times – ma per il piccolo Quentin il posto più bello della terra era uno scalcagnato cinema della città, dove poteva sedersi nell’oscurità e guardare sanguinari samurai, pericolosi magnaccia e spose cadavere”. Il giornale racconta che, dopo questi tour giovanili alla ricerca del matinee economico, il regista conosce la metropoli non come il palmo di una mano, ma, vista l’eccezionalità del personaggio, come il palmo di una mano amputata. Tarantino ama i moncherini, ma stavolta, con un’operazione nostalgia, ripropone le pellicole della sua adolescenza. Comincia oggi il Grindhouse Film Festival, con un menù ricco di arti marziali, improbabili alieni e film horror italiani. Un terzo delle pellicole presentate al festival sono state girate proprio nella città degli angeli. “Sono una sorta di lezione di storia” dice il Nanni Moretti californiano, amante dei film che vanno dalla serie B alla Z. Rendere diventare arte ciò che molti considerano spazzatura, questa la filosofia dell’autore di Kill Bill. “Non ho nessun timore a dirlo – precisa il regista – scrivo quel che so, o meglio, la mia versione di quel che so. Il mio talento? Raccontare le cose come vengono davvero dette e vissute dalle persone. Il mio unico vincolo? I personaggi, che vengono da dove ho vissuto”. Le otto settimane di festival e i sessanta film in vetrina – tutti a prezzo popolare – saranno l’occasione per presentare l’ultima fatica del regista di Pulp fiction e delle Iene, che sta lavorando a Death Proof – per ora si sa solo che ci saranno macchine potenti e tanti cazzotti – che uscirà assieme a Planet Horror di Robert Rodriguez, sotto il titolo Grindhouse. Il nome è la filosofia del festival sono gli stessi: due film di (scarsa?) qualità al prezzo di uno. Tarantino e Rodriguez, d’altro canto, avevano già lavorato assieme ne Dal tramonto all’alba, dove il primo era attore e il secondo regista. Difficile dire dove si ferma la finzione e dove comincia la realtà, per l’avventore del ristorante sul Sunset Boulevard. “Stavo guardando La forza della morte in un cinema su Hollywood Boulevard – racconta Tarantino – gangster di bande rivali si sparavano per le strade di Los Angeles. Era una sorta di Scarface: si ammazzavano tutti. Bene, fuori dal cinema due gangster stavano passeggiando per la strada: una macchina si ferma, escono le pistole e i due vengono ammazzati! Proprio di fronte alla sala dove stavo!” “Avevo 16 anni – dice Quentin, sorseggiando la sua tazza di sake – e quel giorno è stato uno dei momenti più fantastici della mia vita”.Matteo Bosco Bortolaso
---(pubblicato su e Polis il 4 marzo 2007)
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