venerdì, dicembre 22, 2006

Confessioni di un malandrino

Mi piace spettinato camminare
il capo sulle spalle come un lume
e mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.
Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria,
mi agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.
Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne e il muschio hanno sommerso
ed i miei che non sanno di avere
un figlio che compone versi;
ma mi vogliono bene come ai campi
alla pelle ed alla pioggia di stagione,
raro sarà che chi mi offende
scampi dalle punte del forcone.
Poveri genitori contadini,
certo siete invecchiati e ancor temete
il Signore del cielo e gli acquitrini,
genitori che mai non capirete
che oggi il vostro figliolo è diventato
il primo tra i poeti del Paese
e ora in scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.
Ma sopravvive in lui la frenesia
di un vecchio mariuolo di campagna
e ad ogni insegna di macelleria
la vacca si inchina sua compagna.
E quando incontra un vetturino
gli torna in mente il suo concio natale
e vorrebbe la coda del ronzino
regger come strascico nuziale.
Voglio bene alla Patria
benché afflitta di tronchi rugginosi
m'è caro il grugno sporco dei suini
e i rospi all'ombra sospirosi.
Son malato di infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'Aprile,
sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.
Dal nido di quell'albero, le uova
per rubare, salivo fino in cima
ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima;
e tu mio caro amico vecchio cane,
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
e giri a coda bassa nel cortile
ignaro delle porte dei granai.
Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po' di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola l'uomo ed una il cane.
Io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi,
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi.
Buonanotte alla falce della luna
sì cheta mentre l'aria si fa bruna,
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
La notte è così tersa,
qui forse anche morire non fa male,
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale.
O Pegaso decrepito e bonario,
il tuo galoppo è ora senza scopo,
giunsi come un maestro solitario
e non canto e celebro che i topi.
Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome,
voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un Paese senza nome.

giovedì, dicembre 14, 2006

12 dicembre 2006 – Giardino Thebris Stadium

MULTICOLOR F.C. 5 – GIUBBE VERDI A.C. 3

Marcatori: Pontecorvo, Martini, Pontecorvo, Giordano, Codignoni, Giordano, Giordano, Carletti

Nonostante il vero protagonista della serata sia il freddo pungente che attanaglia dentro e fuori dal rettangolo di gioco, i calciatori sanno dar vita a una partita bella da vedere e tecnicamente apprezzabile.
Il primo tempo è un “Martini Show” sapientemente diretto dal regista Pontecorvo. Partita maschia, squadre corte, continui capovolgimenti di fronte, numerosissime occasioni da goal, buon movimento con e senza palla. Ma per le Giubbe Verdi l’illusione della vittoria non dura a lungo. Nonostante qualche incertezza dei soliti assi (Amadori e Giordano) e una serata decisamente no del Ramarro di Jesi, il calo del secondo tempo costa caro a capitan Martini e compagni, che fino a quel momento sembravano non risentire affatto dell’assenza del Fenicottero di Mola. L’esperienza maturata sul campo dai Multicolor paga, e permette di portare a casa un risultato che nella prima frazione di gioco sembrava insperabile.
Premio del FairPlay a Giordano: generalmente mai falloso e sempre corretto nei contrasti con gli avversari, nell’unico scontro un po’ “cattivo” si redime sulla via di Damasco e afferra per la casacca l’ottimo Martini, al fine di evitargli una rovinosa caduta. Bravo!
Nota di demerito a Pontecorvo: si accanisce sul già infortunato Amadori (che una volta tanto avrebbe ottime ragione per lamentarsi!) e quando gli si fa notare la marachella si difende dicendo che un fallo così «ci sta». Asino!
Premio “Modello Domani” ad Amadori: il look del dopo partita è eccezionale!


MULTICOLOR F.C.

Giordano 7,5: da vero capitano è il punto di riferimento della squadra, anche quando alcuni dei suoi non sono in serata. Ne risente a tratti anche il suo gioco, eppure sa essere efficace senza fronzoli. Indispensabile.

Amadori 6,5: Non è in gran serata il fantasista romagnolo. Le minacce di un raddoppio di marcatura trapelate alla vigilia del match non si concretizzano, ma lui stenta a trovare degli spazi e non è scattante come al solito. Unica scusante i numerosi colpi ricevuti, che ne pregiudicano il rendimento. Fiacco.

Carletti 5: L’ansia da prestazione che la scorsa settimana aveva colpito Cristino sembra essersi propagata nell’appartamento n°6. Corre molto ma non ne fa una di giusta. Sembra essere con la testa da un’altra parte e impreca contro se stesso per ogni pallone sprecato. Nel finale trova un goal (e l’umiltà di ammettere una prestazione deludente) che gli evita il 4 in pagella. Sappiamo che non è questo il vero Ramarro. Nervoso.

Codignoni 7: Dinamico, scattante, preciso nei passaggi, buono in fase offensiva e come al solito una garanzia in copertura. Meritato il suo bel goal. Non si risparmia e ci crede sempre. Quando l’umiltà fa crescere un giocatore che può rivelarsi decisivo. Rassicurante.

Zazzera 6: Dopo un paio di partite in cui l’averlo aveva davvero fatto la differenza, stavolta sono per lo più i legni o la scarsa mira degli avversari a graziarlo. Da segnalare un paio di belle parate verso la fine, anche se prima c’era stato poco altro. Opaco.


GIUBBE VERDI A.C.

Martini 10: All’inizio di partita sembra che di piedi non ne abbia due, ma quattro. Corre instancabilmente da un lato all’altro del campo, dribbla gli avversari con destrezza, si disimpegna in zona tiro, conclude con potenza non sempre accompagnata da precisione. Figura di riferimento per i compagni, ai quali dà suggerimenti e consiglia posizione e tattica. Insuperabile.

Pontecorvo 8: Un’ottima spalla per il capitano. Non si tira mai indietro, neppure quando l’avversario è passato e la palla sembra persa. Partita generosa, che gli regala anche l’onore dei goal, che nelle altre gare non sempre erano arrivati. Peccato che ogni tanto si “aiuti” a scapito degli avversari. Esperto.

De Caro 6: La piacevole sorpresa della gara. Stavolta ci crede e ce la mette tutta. Qualche volta gli manca la rapidità, ma a supplire c’è l’intelligenza delle giocate e la prontezza nel farsi trovare vicino ai compagni quando questi ne hanno bisogno. Peccato per la sfortunata parentesi tra i pali. Positivo.

Marcucci 6,5: Ora che anche il fiato lo assiste per tutti i 75 minuti di gioco, è diventato un elemento davvero prezioso per la sua squadra. Una garanzia in difesa, buono a centro campo, discreto anche sulla fascia. Suo il preciso assist che manda in rete Martini. In crescita.

Buscemi 5,5: Da lodare il fatto che non si perda mai d’animo e che accetti i consigli di tutti per migliorare la sua prestazione. Migliora a vista d’occhio settimana dopo settimana e ormai anche i compagni più scettici gli si sono affezionati (guai a dire di volerlo scambiare con Zazzera). Ammirevole.

BOLZAN 10 E LODE per aver sopportato il freddo pur di non venir meno al suo compito di pagellista (e non è un giudizio di parte!!!)

sabato, dicembre 09, 2006


Germi partenopei


Voci incontrollate riferiscono di aver avvistato una coppola di Garibaldi alla destra del Piave (foto sopra). L'inquietante episodio sarebbe avvenuto a Padova e viene salutato con preoccupazione dagli esponenti leghisti locali. "Questi germi partenopei vanno sradicati dal Veneto prima che possano attecchire e diffondere un pericoloso morbo pieno di nuttate e sceneggiate, baba' e pastiere". Secca la replica della rappresentanza campana a Venezia: "Ma mangiatevi la coppola, e' molto bUOna (con particolare accento sull'UO)!".

venerdì, dicembre 08, 2006

I protagonisti









Weekend a Capodarco










martedì, dicembre 05, 2006

5 dicembre 2006 – Giardino Thebris Stadium

MULTICOLOR F.C. 16 – GIUBBE VERDI A.C. 5

Marcatori: Amadori, Giordano, Amadori, Giordano, Amadori, Giordano, Zazzera, Cristino, Cristino, Martini, Cristino, Carletti, Giordano, Giordano, Giordano, Carletti, Carletti, Carletti, Amadori, Carletti, Pontecorvo

Partita che comincia subito bene per i Multicolor che trovano con estrema facilità la via del goal. Le Giubbe Verdi subiscono la pressione psicologica dello svantaggio iniziale, anche se non rinunciano mai a lottare. La gara è viziata dall’ultimo colpo messo a segno dalla squadra di capitan Giordano sul mercato di dicembre: l’acquisto del portierone Zazzera regala alla squadra una sicurezza difensiva che permette il dispiegamento di tutti gli uomini nella metà campo avversaria, anche se come al solito a fare la differenza nel corso della partita sono le singole individualità.
Il premio del FairPlay se lo aggiudica Carletti, che di fronte alla porta avversaria vuota preferisce per ben tre volte graziare uno sfortunato Buscemi, e decide di porre fine all’ecatombe simulando i crampi nel finale.
Nota di demerito, con conseguente squalifica per una giornata, ad Amadori, per mancanza di rispetto nei confronti dell’arbitro, nonché allenatore, delegato stampa, preparatore atletico, ecc. ecc. (non si tratta di un giudizio di parte).


MULTICOLOR F.C.

Giordano 10: Il suo repertorio non conosce limiti: tunnel, pallonetti, palleggi, goal per tutti i gusti, anche su rovesciata. In un paio di settimana è diventato più scattante e meno prevedibile. Punto di riferimento per la squadra, è una sicurezza in tutti i reparti e un ottimo finalizzatore. Fenomeno.

Amadori 9: Tonico e scattante è sempre pronto a colpire quando è il momento. Le sue giocate regalano colpi di fantasia a una squadra che punta più al risultato che alla forma. Non si cura dell’avversario, quando ha il pallone tra i piedi vede solo la porta. Spietato.

Carletti 9: Il gregario che trova la via del goal. Calciatore di quantità, si butta su tutti i palloni e non ha paura di correre e di sacrificarsi per i compagni. Da segnalare il cucchiaio da metà campo che apre la via del trionfo alla squadra. Fondamentale.

Codignoni 5,5: Non è in serata il Manuel de noialtri. Relegato in un ruolo che tutto sommato lo impegna poco, non si distingue per le giocate. Spesso a metterci una pezza è il portiere. Prestazione condizionata probabilmente da un colpo subito a inizio partita. Spento.

Zazzera 8: La sua miglior partita dall’inizio del campionato. Si tuffa su tutti i palloni, esprimendosi in voli da uomo ragno. Coordina il reparto difensivo e quando non è ben piazzato viene graziato dalla scarsa mira degli avversari. Trova pure il goal, segno che sa essere un calciatore completo. L’ago della bilancia.


GIUBBE VERDI A.C.

Martini 7: Il capitano ce la mette tutta, ma i suoi uomini non lo aiutano nell’impresa. Dà tanto in termini di fiato e di giocate, ma viene fermato dai legni più di una volta. Buone le intuizioni, non altrettanto le conclusioni. Sfortunato.

Pontecorvo 9: Lavora per tutta la squadra, crea movimento, recupera i palloni, offre lo spunto del goal, ma a volte è impreciso in fase realizzativi. Calciatore completo, potrebbe eccellere in ogni ruolo, ma spesso si sacrifica giocando in copertura e di questo la squadra ne risente. Stakanovista.

Cristino 5,5: Serata no per il fenicottero di Mola. L’astinenza da goal del primo tempo lo mette sotto pressione. Sbaglia molti palloni e in più di qualche occasione si lascia prendere dai nervi e diventa aggressivo. Dovrebbe allargarsi di più sulla fascia, ma dice che laggiù non gli arrivano i palloni. Statico.

De Caro 5: Pesante, poco reattivo, si lascia sopraffare dal gioco avversario. Non è capace di risollevarsi dallo sconforto morale dovuto allo svantaggio e getta la spugna quando ci sarebbe ancora il tempo per recuperare. Simula falli inesistenti in un paio di occasioni, non è autore di nessuna giocata di rilievo. Poco perseverante.

Marcucci 6: I miglioramenti in termini di fiato si vedono, ma la forma fisica è ancora lontana dagli standard richiesti dalla squadra. Con qualche sigaretta in meno potrebbe davvero fare la differenza. Sa tenere la posizione e potrebbe essere l’uomo giusto al posto giusto, ma non sempre ce la fa. Incoraggiante.

Buscemi 5: A nulla servono la sua buona volontà e simpatia: gli avversari non perdonano. Perde il tempo dell’uscita quando si trova davanti al marcatore che avanza. Bravo lo stesso.