mercoledì, febbraio 28, 2007


The correspondents

martedì, febbraio 27, 2007

LA PRIMA VOLTA DI MARTIN
Tutti gli domandavano quando avrebbe vinto l’Oscar: “per strada, in ascensore…me lo chiedeva pure il medico quando mi facevo le radiografie”. Il grande momento, per Martin Scorsese, è arrivato domenica, con la (quadrupla) statuetta dorata per The Departed, premiato nelle categorie miglior film, regia, montaggio e sceneggiatura non originale. Ora il regista italo-americano può festeggiare: “Puoi cominciare a saltare sul letto – ha detto Scorsese durante la premiazione, rivolto al figlio di sette anni, Francesco – fai un sacco di casino in albergo!”. La commozione del regista era palpabile, così come per Helen Mirren, miglior attrice in The Queen, per Jennifer Hudson e Alan Artkin, premiati per il ruolo di supporto in Dreamgirls e Little Miss Sunshine. Boston, Londra, Detroit, Los Angeles ma anche Kampala e Tijuana: questi Academy Awards potrebbero essere ricordati per le statuette multiculturali e per l’annus mirabilis, come scrive il New York Times, dei film cantori dello scontro di civiltà e del villaggio globale. Sul continente nero, terra di tragedie dimenticate dall’Occidente, Hollywood getta un fascio di luce premiando Forest Whitaker, attore protagonista in L’ultimo re di Scozia, dove impersona il dittatore Idi Amin, responsabile del massacro di oltre trecentomila ugandesi. Hollywood non fa politica? Non per il candidato alla Casa Bianca Barack Obama, arrivato qualche giorno fa a raccogliere fondi. E se il presidente degli Stati Uniti George W. Bush non dovesse già preoccuparsi per l’Iraq e per i venti di guerra sull’Iran, potrebbe corrucciarsi pure per la politica cinematografica di Los Angeles, che consegna l’Oscar al suo ex rivale del 2001, il democratico Al Gore, autore di Una scomoda verità, allarmante documentario sul cambiamento climatico. Come se non bastasse, il muro che Bush ha voluto tra Messico e Usa per fermare l’immigrazione clandestina non ha arginato l’onda nuova della cinematografia ispanica: Il labirinto del fauno e Babel dei messicani Guillermo Del Toro e Alejandro Gonzalez Inarritu vincono ben quattro statette “minori”. Tra gli Oscar multiculturali, un paio vanno al Belpaese. Uno, alla carriera, è per Ennio Morricone, che lo dedica alla moglie Maria “che mi ama tanto e che io amo”. Il musicista, con la voce rotta dall’emozione, ha avuto un traduttore d’eccezione: Clint Eastwood. Morricone aveva ricevuto come Scorsese cinque nomination mai finalizzate in statuetta e ha dedicato il premio “a tutti coloro che non l’hanno mai avuto”. L’altra italiana premiata è Milena Canonero per i costumi di Marie Antoinette di Sophia Coppola. Miglior film straniero è il tedesco La vita degli altri, che racconta la storia di un agente segreto della Stasi, la polizia segreta della Germania dell’Est. “Se c’è giustizia a questo mondo – scriveva la sofisticata rivista New Yorker – allora questo deve essere il miglior film straniero”. Gli Oscar hanno (parzialmente) accontentato i critici, ma probabilmente non hanno rassicurato l’animo del presidente George.
Matteo Bosco Bortolaso
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(l'articolo è stato pubblicato sui quotidiani e Polis del 27 febbraio 2007)
THE VANISHING CORRESPONDENT

Dopo il giornale di carta, è la volta del corrispondente estero. Philip Meyer, professore della North Carolina, ha curato un libro intitolato The Vanishing Newspaper che prevede la fine del giornale in edizione cartacea, profezia ripresa e approfondita dal settimanale britannico The Economist. Qualche giorno fa, invece, il Washington Post ha pubblicato un articolo intitolato The Vanishing Foreign Correspondent, preconizzando la fine di un’epoca mitica per i giornalisti residenti all’estero. Il “nostro corrispondente”, una figura quasi magica sospettata spesso di essere una spia, raccontata pure da Alfred Hitchcock, sta scomparendo, cancellata con colpo di penna dal budget delle aziende editoriali statunitensi, che preferiscono spesso usare lanci di agenzia e concentrarsi sul locale, visto che quello che succede in Iraq “si trova su Internet”.
Il fenomeno è stato studiato da Jill Caroll, giornalista del Christian Science Monitor, rapita e liberata in Iraq come è accaduto all’italiana Giuliana Sgrena del manifesto. La Carroll ha condotto una ricerca per il Shorenstein Center della Università di Harvard che evidenza che nel 2006 i corrispondenti esteri delle testate statunitensi erano 249, il 12% in meno rispetto ai 282 del 2000. Se si escludono i cinque giornali a maggiore diffusione, il rapporto diventa di 52 nel 2006 e 80 nel 2000. Le ragioni della chiusura degli uffici di corrispondenza sono molteplici: l’uso massiccio dei servizi delle agenzie di stampa, i canali satellitari e via cavo sempre più potenti e diffusi. E poi c’è Internet, che, attraverso blog e testate online, ha abbattuto distanze un tempo invalicabili.
Nell’editoriale sul Washington Post, però, Fred Hiatt ricorda gli anni in cui lui e la moglie erano corrispondenti a Tokyo. Il giornalista doveva ogni giorno affrontare la concorrenza dei colleghi del Boston Globe e dalla National Public Radio (NPR). “I lettori beneficiavano dei differenti dispacci che spedivamo” scrive Hiatt, preoccupato per la decisione dei manager di chiudere gli uffici di corrispondenza estera.
L’editoriale del Post ricorda che dopo l’11 settembre si diceva che gli americani avrebbero dobuto approfondire di più la politica estera, per capire i complessi meccanismi della geopolitica internazionale. Ma il Project for Excellence in Journalism ha dichiarato che nel 2004 gli articoli di politica internazionale pubblicati sulle prime pagine dei giornali erano solo il 14%, contro il 21% del 2003 e il 27% e del 1987 e del 1988.
Perché gli uffici di corrispondenza vengono chiusi? E che dicono le redazioni?
Ecco quel che succede in alcune testate statunitensi.
BOSTON GLOBE
Il quotidiano di Boston, posseduto dalla stessa holding che controlla il New York Times, ha annunciato la chiusura di tre uffici oltreoceano. Abbassano la serranda i giornalisti residenti a Berlino e Bogotà, oltre che i due corrispondenti a Gerusalemme. Jack Welch, già capo della General Electric Co. interessato a comprare il Globe, ha detto al canale CNBC che non è sicuro che “i giornali locali debbano davvero occuparsi dell’Iraq e di altri eventi all’estero”. Come spiega Al Larkin, vice presidente esecutivo del Globe, la chiusura dei tre uffici salverà un milione di dollari all’anno, tanto quanto gli stipendi una dozzina di giornalisti residenti non all’estero, ma nella capitale del Massachusetts. Il direttore del Globe, Martin Baron, nota che altri giornali, anche più grandi di quello di Boston, hanno preso decisioni simili in anni recenti. Insomma, secondo Martin bisogna concentrare le risorse per avere un’efficiente copertura locale, anche se il quotidiano continuerà a mandare fotografi e reporter oltreoceano per progetti speciali ed eventi di maggior rilievo.
LOS ANGELES TIMES
Sulla stessa linea “localista” si attesta Eli Broad, investitore immobiliare che assieme al re dei supermercati californiani Ron Burkle tenta di controllare Tribune Co., che pubblica, tra l’altro, il Los Angeles Times. Secondo Broad il giornale della città degli angeli deve offrire maggiore cronaca locale, specialmente nel raccontare il mondo delle arti, molto attivo a Los Angeles. La redazione del quotidiano, però, non ci sta: i giornalisti losangelini hanno sempre creduto che un tratto fondamentale del quotidiano debba essere l’attenzione agli eventi nazionali e internazionali visti “dalla costa occidentale”. La redazione, anche per questo motivo, si è rifiutata di coordinare i propri sforzi con un’altra prestigiosa testata della stessa catena, il Chicago Tribune.
PHILADELPHIA INQUIRER
Il quotidiano del New Jersey è stato acquistato da Brian Tierney, che ritiene che il giornale di Philadelphia “non ha bisogno di un ufficio a Gerusalemme, quanto piuttosto di più persone nell’ufficio del Jersey meridionale”. Tierney inoltre non vede motivo per “spedire 25 persone per l’uragano Katrina o in Medio Oriente quando si possono recuperare informazioni di ciò che succede in Iraq attraverso Internet”.
GLI ALTRI GIORNALI
Hanno annunciato la chiusura di uffici di corrispondenza estera anche il Dallas Morning News, Newsday e il Baltimore Sun . Pure il settimanale Newsweek ha ridotto gli spazi dedicati agli esteri, focalizzandosi su salute, istruzione e notizie di pubblica utilità.
Matteo Bosco Bortolaso

UNA STRANA CREATURA

Cambio della guardia all'Examiner, una strana creatura dell’editoria americana lanciata nel 2005 da Philip F. Anschutz, imprenditore di Denver con il pallino del petrolio. Dal 5 febbraio il nuovo direttore del quotidiano gratuito di Washington è Stephen G. Smith, che può fregiarsi di uno dei curricula più impressionanti del giornalismo della capitale: ha lavorato in grandi quotidiani come Philadelphia Inquirer e Boston Globe, ai settimanali Newsweek, Time, U.S. News & World Report, al National Journal ( costo di un abbonamento annuale: quasi due mila dollari) e ha fondato la rivista Civilization. Smith ha inoltre collaborato a prestigiosi istituti di ricerca: siede al Council for Foreign Relations ed è stato vice presidente di Brookings Institution.
Il neodirettore lascia l'ufficio di corrispondenza di Washington di Houston Chronicle per dirigere un giornale formato tabloid, maneggevole nella forma e sintetico nei contenuti, preparato da una cinquantina di redattori, un decimo rispetto al suo diretto concorrente, il Washington Post, e da centocinquanta collaboratori. Gli esteri e la cronaca nazionale vengono raccontate usando le notizie d'agenzia, mentre è riservato maggiore approfondimento alla politica del Congresso e della Casa Bianca. La foliazione dell’Examiner va da 64 a 72 pagine, alcune delle quali a colori. La distribuzione è di 260 mila copie: 206 mila vengono consegnate porta a porta, in quartieri scelti per la loro "desiderabilità demografica". La capitale statunitense, infatti, ospita zone residenziali abitate da diplomatici, senatori, professori universitari, lobbisti, che ogni mattina trovano la "piccola" busta dell'Examiner accanto al "grande" Washington Post. Abbonarsi al Post è un dovere di ogni cittadino che vuole capire i segreti della politica di Capitol Hill, ma il petroliere Anschutz vuole offrire una voce alternativa, attenta, come il concorrente, a quel che accade nei corridoi del parlamento e della casa del presidente degli Stati Uniti.
L’imprenditore di Denver aveva cominciato l’avventura dei quotidiani nel 2004, comprando The Examiner di San Francisco, espandendosi poi a Baltimora e a Washington, riconvertendo i Virginia's Journal Newspapers. Anche il fratello maggiore dell’Examiner, sulla costa occidentale, viene distribuito soprattutto porta a porta: 110 mila copie a domicilio su 160 mila totali.
Smith è stato scelto come nuovo direttore dopo un’intervista segreta in un hangar dell’aeroporto internazionale di Dulles, a qualche chilometro da Washington, dove il petroliere era arrivato, con il suo jet privato, direttamente da New York. Editore e direttore si attestano entrambi su posizioni politiche conservatrici. "Penso che l'Examiner rappresenti un nuovo modo di fare giornalismo, usando quella forma e quei contenuti che la gente vorrebbe trovare in un quotidiano” sostiene il neo direttore, famoso per per essere brillante titolista e fabbro di neologismi dalle maniere patrizie e dagli abiti impeccabili. Sposato con Sally Bedell, autrice del libro sulla Casa Bianca dei Kennedy, Grace and Power, viene chiamato dai colleghi Bretelle perché le preferisce alla cintura. “Vedo la vita come un’avventura – spiega Smith alla vigilia dell’incarico – questa è un'opportunità per fare qualcosa di nuovo e per dimostrare il mio talento”.
Matteo Bosco Bortolaso
(questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2007 su LSDI)

domenica, febbraio 25, 2007

CERCASI FANTASMA, AFFITTO A 900$
Su segnalazione di Vittorio, stagista all'Ansa alla disperata ricerca di una casa come me.
Questo finto an-nunzio deve essere opera di un altro poveraccio che cerca da giorni una stanza ed è stufo di leggere sempre gli stessi annunci. Dopo settimane sprecate a visitare topaie, si è dato al giuoco della scrittura. Buona lettura.

$900 Wanted: Ghost to rent our closet

Super nice small room for rent to the right person! The room is actually a small closet, but it is very warm and cozy and perfect for someone who only needs somewhere to sleep. It doesn't have a door, but since I am up all hours of the night and day, I have put up a nice curtain to block out the light from my room. Unfortunately, it doesn't block out the noise, but I will include with the rent some FREE high-tech earplugs that work very well.

The room is semi-furnished, some storage boxes from the other roommates have been arranged in the shape of a small half-twin bed. there is no heat in the room, but you can use the blankets I am storing in the closet and you will stay plenty warm!

The room is private, but you will have to go through my room to get to your room. Because of this, it is understandable that you must arrive at night before 9 pm and leave after 7 am, unless I sleep in, then you cannot leave until after 1 pm. Also, since there is no door, you must be quiet, non-smoker, non-drug user, non-drinker, non partier, non-crabby, non-snorer, non-pet owner, non jehovah's witness, and non-hairy.

Bathroom facilities are not included with the rent. Luckily, there is a 24-Hour McDonalds across the street, and if you ask nicely, they will give you the key to use the bathroom. The bathroom there is a one-person private restroom, equipped with soap and towels for your convenience. Also, since you will not be able to use our kitchen, you can get your breakfast, lunch, and dinner there at the same time you use the restroom.

As part of the deal, you must clean for 4 hours every week. Rooms to be cleaned are the rooms of the other 15 people that live in the apartment, the bathroom and kitchen. Also the bathroom of McDonald's across the street.

you will not be allowed to bring friends over, or especially a boy/girl friend. You can, however, meet your friends in the basement of the building, provided you do not disturb the neighbors or the girl who is renting the large recycling bin. you cannot have a pet unless it doesn't bark or meow, doesn't have hair, and doesn't eat, shit, or drink.

the rent is $900 a week, with FREE utilities. You must also give a $1800 deposit in cash (first and last week's rent), as well as 2 references, 3 paystubs, 2 valid id's, one student id, your grandmother's wedding ring, and your first-born child (must also be female.)

This is a 16th floor of a walk-up building. It is located in a great up-and-coming neighborhood near NYC. It is only 6 blocks from the subway, which will get you downtown in only 1hour and 55 minutes with only 2 train transfers and one shuttle bus. The shuttle bus runs hourly, except on weekends, when it runs twice a day.

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sabato, febbraio 24, 2007

SAGITTARIO
Se la volete semplice, vi si può
dire che tutto è a vostro favore. Se
la volete complicata, vi si ricorda
che Saturno, Giove e Plutone nella
loro simbologia di “potere ”stanno
lavorando per voi. Quale potere?
Potere di proporre, di cambiare, di
viaggiare, socializzare, costruire,
creare. Love story platoniche
diventano erotiche.

venerdì, febbraio 23, 2007

L'OROSCOPO DEL GIORNO - SAGITTARIO
Per voi che amate le azioni
fulminee e le partenze a razzo, la
compagnia di Giove e Plutone si
addice in maniera perfetta. Giove
appoggia creando buone
situazioni, suggerendo idee e
voglia di progetti. Plutone è
desiderio di cambiamento, di
eversione, di evasione dalla routine
più scontata. Forza e ottimismo.

mercoledì, febbraio 21, 2007

L'OROSCOPO DEL GIORNO - SAGITTARIO

Logica e coerenza fanno di voi
modelli da prendere d’esempio.
Eppure a volte vorreste anche voi
avere qualche cosa o qualcuno da
emulare. Di trasgressivo,
disinvolto e fuori dagli schemi.
Siete spesso alla ricerca di un
punto lontano, distante. Cercate
al di fuori quello che in realtà è già
all’interno di voi.
DA UN ANNO PADOVA SI TINGE D'ARANCIO

Un anno fa, precisamente un anno fa, la testata arancione de il Padova fece la sua comparsa in città. Un free press, ma non come gli altri. Un giornale vero, gratuito, distribuito ovunque, con una grafica di livello europeo, semplice e armoniosa. Erano gli albori del progetto E Polis, i quotidiani delle città, nati per portare una ventata di novità dal punto di vista editoriale e
distributivo, costruiti con una redazione di giovani, giovanissimi e alcuni con qualche capello bianco, per favorire la trasmissione dei saperi all'interno di una fase storica e culturale caratterizzata dall'innovazione, dai cambiamenti epocali, dalle tecnologie che stanno mutando profondamente le abitudini comunicative.
Il Padova, un anno fa, è uscito per continuare a sviluppare le modalità comunicative e i linguaggi sperimentati nel laboratorio sardo in cui è stato costruito il prototipo E Polis, un progetto mai tentato fin'ora.
E dopo Padova, in poche settimane, le altre città venete: Mestre, Venezia, Treviso, Vicenza, Verona. E poi Brescia e Bergamo per arrivare prima dell'estate scorsa a Firenze e,
negli ultimi tre mesi del 2006 a Roma, Milano, Bologna e Napoli. Tante testate, tanti colori diversi, un solo progetto e una sola redazione diffusa sul territorio: questo è E Polis. Uno sguardo nel futuro della comunicazione che ogni giorno finisce nelle mani dei lettori a Padova e in tutte le città che finora sono state raggiunte da questa novità editoriale, amata, seguita, da
qualcuno temuta (a ragione) e osteggiata: sicuramente sempre sotto le luci dei riflettori. Utile, perché aumenta il numero dei lettori di quotidiani visto che si può trovare gratuitamente, ma anche comprare in edicola. Importante, perché aggiunge valore e voci nella democrazia dell'informazione.
Arancione e bello, da vedere e da sfogliare; da leggere e commentare. Andiamo avanti, studiando e lavorando perché il progetto E Polis cresca ancora, in qualità del prodotto e numero di città. Ricordando sempre che niente di tutto quello che facciamo sarebbe possibile senza le capacità professionali e la determinazione di tutti gliuomini e donne del gruppo E Polis. E senza l'apporto quotidiano dei nostri lettori.

Antonio Cipriani
direttore di e Polis
MADRE RUSSIA
Scaricatevi un altro fantastico podcast dedicato al crollo dell'impero sovietico raccontato da Terzani che tanto ha afflitto le giovani menti di Ponte Felcino.
Potete metterlo nel vostro iPod e ascoltarlo mentre salite la collina.
Vi siete persi il primo podcast?

martedì, febbraio 20, 2007

SAGITTARIUS
If emotional issues in relationships
haven't been solved,
this is the time they are likely to resurface.
Be upfront about
discussing options and possibilities
to avoid repeating a love lesson.
After you've come to a suitable outcome,
all should go forward harmonoiusly.
But be prepared
to make compromises and adjustments
to hasten the pace.

lunedì, febbraio 19, 2007

L'OROSCOPO DEL GIORNO - SAGITTARIO

Non lasciatevi scoraggaire
dalle macchinazioni fin troppo scoperte
di un concorrente.
In amore si profilano
interessanti novità.

domenica, febbraio 18, 2007

L'OROSCOPO DEL GIORNO - SAGITTARIO
Fase di leggera fragilità, dovuta
a debolezza fisica e stress. Qualche
manifestazione di malinconia non
può turbare la vostra natura solida
e rocciosa. Lasciatevi alle spalle
tutto quello che c’è da fare e
distraetevi con tutto il trasporto di
cui siete capaci. Piccole cose,
senza importanza, diventano
grandi risorse.

sabato, febbraio 17, 2007


L'OROSCOPO DI OGGI - SAGITTARIO

Un’educazione ferrea sfocia
quasi sempre in una reazione
selvaggia e trasgressiva da parte
di chi la subisce. Voi non avete
mai subito le imposizioni austere
da parte di qualcuno e vi fate in
quattro per aiutare chi non ha la
vostra determinazione e
sicurezza. Contro l’impulsività e
contro ogni forma di sudditanza.
VELTRONI, LEZIONI AMERICANE
Chiunque chiude gli occhi pensando al cinema vede Cinecittà e Hollywood. Parola del sindaco di Roma, Walter Veltroni, dopo aver firmato un accordo di amicizia con Los Angeles. Tra mercoledì e giovedì il primo cittadino ha stretto forti legami con la città delle stelle, guidata dall’ispanico Antonio Villaraigosa. Città delle stelle e degli angeli, pronta ad ospitare gli Oscar, definita da Veltroni come una delle metropoli “che meglio racconta la globalizzazione del mondo”. “Da Los Angeles bisogna imparare l’esperienza dell’integrazione – continua il primo cittadino – è la seconda città armena e la seconda città messicana al mondo: la sua storia dimostra che l’integrazione non è un problema semplice, ma si può affrontare”. Roma ha regalato all’amministrazione losangelina un dipinto con un paesaggio ottocentesco dell’Appia antica, mentre Veltroni ha ricevuto un libro di ritratti di star hollywoodiane. Se il sindaco losangelino ha parlato del suo progetto per “un milione di alberi”, la sua controparte italiana ha illustrato le esperienze della zona a traffico limitato, della riconversione dei mezzi pubblici per inquinare meno, e del numero 060606, che collega i cittadini all’amministrazione. Villaraigosa e Veltroni vogliono rendere i rispettivi comuni totalmente “wi-fi”, connessi ad Internet su tutto il territorio. Quindi Veltroni, cinefilo redento, ha presentato la Festa del Cinema di Roma alle major statunitensi, concludento il suo San Valentino nella villa di Dino De Laurentis a Beverly Hills, in compagnia di Gabriele Muccino, Raoul Bova, Brigitte Nielsen, Andrea Morricone, figlio di Ennio, e il console italiano a Los Angeles, Diego Brasioli. Giovedì, invece, il primo cittadino ha incontrato i rappresentanti della numerosa comunità ebraica di Los Angeles, chiedendo finanziamenti per il Museo della Shoah, che sorgerà nell’area di Villa Torlonia. Il sindaco ha raccontato la storia della comunità ebraica di Roma, soffermandosi sulla ferita raccontata da Giacomo Debenedetti, quella del 16 ottobre del 1943. Veltroni ha quindi visitato la prestigiosa università di Los Angeles, dove ha assistito ad una ricostruzione virtuale dei fori romani e ha incontrato due professori italiani. La giornata si è conclusa con l’incontro intitolato “Rome: The International City”, organizzato dal World Affairs Council, uno dei più importanti istituti di ricerca della costa occidentale degli Stati Uniti. La cena-evento si è tenuto al Beverly Hills Hotel, chiamato il Palazzo Rosa. Non era semplice entrare nell’albergo sul Sunset Boulevard (CAP 90210), solitamente il luogo dove “si va per per vedere gente ed essere visti”. I biglietti andavano dai 55 ai 550 dollari. Nel suo discorso il sindaco di Roma ha citato Abramo Lincoln, Zygmunt Bauman, Robert Kennedy, Ian Mc Ewan. Gran finale con il Nobel Amartya Sen: “Un mondo giusto è quello in cui gli individui lottano per qualcosa che non è determinato dalla lotteria del destino, ma dalla loro libera scelta”.
Matteo Bosco Bortolaso
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(pubblicato su E Polis Roma il 17 febbraio 2007)
102.2 DECIBEL


Bionda, alta, slanciata, sportiva. Una presenza inaspettata nei polverosi corridoi del Palazzo di Vetro, frequentati da affabili ambasciatori ed esperti di peacekeeping. È la tennista russa Maria Sharapova, numero uno mondiale del tennis femminile, nominata nuova “ambasciatrice di buona volontà” delle Nazioni Unite. Maria, classe 1987, originaria della Siberia, si occuperà di campagne contro la povertà e sarà il volto dei progetti del dipartimento dell’Onu per lo sviluppo (Undp). Il progetto che le sta più a cuore? Il recupero dell’area dove esplose il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, nell’Ucraina settentrionale, il 26 aprile 1986. Allora l’Europa fu contaminata da una nube radioattiva, più di centomila persone furono evacuate. Tra queste, c’era anche la famiglia della piccola Sharapova.
“Sono orgogliosa di assumere questo impegno – ha dichiarato la tennista – e non avrei mai pensato di poter aiutare le popolazioni colpite dalle esplosioni di Chernobyl”. “Si tratta di sfide complicate – spiega Ad Melkert, capo del dipartimento per lo sviluppo – e siamo felici che persone con grande talento come Maria ci aiutino ad affrontarle”.
All’apparenza matura, per l’anagrafe la campionessa è ancora una teenager: compirà vent’anni il 19 aprile ed è la più giovane vincitrice di un titolo al torneo di Wimbledon.
La Sharapova si trasferì negli Usa otto anni, per iniziare l’addestramento al tennis. Nonostante l’adolescenza americana, la tennista non aveva ancora visitato il Palazzo di Vetro, ci cui diventerà uno dei simboli. Presentatasi in camicia bianca con generose trasparenze, lunga gonna nera e sottili bretelline dello stesso colore, la tennista è stata apprezzata dai fotografi e corrispondenti dell’Onu, subito conquistati dalla siberiana d’America che ha esordito la sua conferenza augurando a tutti buon San Valentino.


La tennista detiene un altro invidiabile record: è la più ricca tra gli sportivi attivi in questo campo. Non c’è da stupirsi, quindi, per l’assegno da cento mila dollari versato al dipartimento per lo sviluppo delle Nazioni Unite, che indubbiamente avrà maggiore visibilità con una sponsor del calibro della Sharapova, di cui si parla per i completini sportivi messi all’asta, le pose sulle riviste patinate e le urla che fa ogni volta che colpisce la pallina. Qualcuno le ha misurate: 102,2 decibel, più della sirena della polizia. Il dipartimento guidato da Ad Melkert, però, deve anche affrontare un nuovo scandalo che preoccupa il Palazzo di Vetro: l’accusa di aver finanziato in maniera indiretta, attraverso aiuti per lo sviluppo, il regime nordcoreano. Negligenza? Favoritismi? “Sono appena arrivata, non posso ancora rispondere alle domande difficili” dice candida la Sharapova, che affiancherà altri quattro ambasciatori di buona volontà dell’Undp: l’attrice giapponese Misako Konno, i calciatori Ronaldo, Zinedine Zidane e Didier Drogba. Anche le attrici Angelina Jolie e Nicole Kidman hanno assunto la carica di ambasciatrici di altri dipartimento delle Nazioni Unite. Ognuno ha usato i propri talenti per sponsorizzare l’Onu. La tennista siberiana proverà a dar voce a chi non ce l’ha. Con un volume da 102.2 decibel.

Matteo Bosco Bortolaso
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(pubblicato su e Polis il 18 febbraio 2007)

ROMA CHIAMA HOLLYWOOD

Walter l’americano. Ex critico cinematografico. Lobbista. Sportivo. Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha cominciato ieri un tour degli Stati Uniti dalle molteplici sfaccettature. Prima tappa la città delle stelle, Los Angeles, pronta ad ospitare la cerimonia degli Oscar alla fine della prossima settimana. L’amministrazione e la stampa accolgono il primo cittadino in pompa magna. Qualche tempo fa il Los Angeles Times ha scritto che “la sua politica a favore dell’arte ha reso Roma una città piena di energia ed entusiamo, come quella della Dolce Vita”. E Veltroni vuole essere ambasciatore proprio della città ritratta da Federico Fellini, quella della fontana di Trevi e di Anita Ekberg. Il sindaco, incorreggibile cinefilo e amico di Pier Paolo Pasolini, vuole che la capitale, con la sua Festa del Cinema inaugurata lo scorso ottobre, diventi un appuntamento fisso per la cinematografia internazionale, un nome da affiancare a Cannes, Berlino e Venezia, rivale di Roma in un derby tutto italiano. Veltroni, conoscitore dell’industria dei sogni, è pronto ad indossare la giacca del lobbista nelle anticamere di Hollywood per chiedere ai colossi americani di dedicare attenzione al nuovo festival capitolino.
Il sindaco della città eterna, gemellata con New York e Cincinnati, non ha mai nascosto di guardare con attenzione alla politica statunitense, scrivendo un libro su Robert Kennedy e tessendo amicizie tra i progressisti a stelle e strisce. Ma non chiamatelo filoamericano: Roma è gemellata anche con Parigi e sette anni fa il primo cittadino è stato insignito della Legion d’Onore francese. Per non parlare del Veltroni scrittore a tempo perso, o del viaggiatore terzomondista.
Fino a domenica, però, il primo cittadino di Roma sarà Walter l’americano. Ieri ha incontrato il sindaco di Los Angeles, Antonio Villaraigosa, col quale ha messo a punto una serie di collaborazioni tra le due città. Oggi, invece, Veltroni visiterà il World Affairs Council, il più importante istituto di ricerca di politica internazionale della costa occidentale degli States, quindi incontrerà i rappresentanti della comunità ebraica di Los Angeles, ai quali verrà presentato il progetto per il futuro museo romano sulla Shoah, che sorgerà sulla Nomentana, accanto a villa Torlonia.
Dopo due giorni nella città degli angeli, il sindaco vestirà i panni dello sportivo spostandosi nella capitale del gioco d’azzardo, Las Vegas, dove sarà spettatore degli All Stars Games di basket. Nella partita della selezione degli esordienti giocherà anche il romano Andrea Bargnani, dei Toronto Raptors. Bargnani, poco più che ventenne, è il primo giocatore italiano scelto con la chiamata numero uno in un draft. Veltroni coglierà l’occasione per annunciare che in ottobre due squadre di basket americane giocheranno a Roma. E domenica gran finale con la partita clou degli All Stars games, per poi fare ritorno in Italia, dopo aver interpretato un numero di ruoli degno di un personaggio pirandelliano.
Matteo Bosco Bortolaso
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(pubblicato su E Polis il 15 febbraio 2006)

mercoledì, febbraio 14, 2007

LADRI IN CIMITERO ORISTANESE,
APERTA TOMBA PATRIARCA NOMADE

(ANSA) - ORISTANO, 14 FEB - Misterioso episodio nel cimitero di San Nicolò Arcidano. La notte tra martedì 12 e mercoledì 13 uno o più sconosciuti hanno aperto un loculo dove era tumulata la bara di un anziano nomade, una sorta di patriarca della comunità che vive nel paese, morto nel 2004. Gli sconosciuti, con un piede di porco hanno aperto la bara e il cofano di zinco. Sono, però, scappati senza toccare niente, spaventati probabilmente dall'odore insopportabile del cadavere in avanzato stato di decomposizione. Il fatto è stato denunciato ai carabinieri della Compagnia di Oristano che stanno indagando per identificare i responsabili. Gli investigatori ritengono che cercassero gioielli o soldi che, nel rispetto della tradizione nomade, vengono messi nella bara dei defunti per pagare il viaggio nell'aldilà. (ANSA).
Oggi stavo per usare la parola "evacuare" in un lancio di agenzia.
Ma alla fine ho preferito un giro di parole. Che dirà il nostro Nunzio?


L'AMORE E' COME LA COCAINA
dal Daily Telegraph, dedicato a tutti gli innamorati


By Roger Highfield, Science Editor
Last Updated: 7:24am GMT 14/02/2007

The effects of love on the brain are similar to those of cocaine, according to a team that has studied scans of lovestruck people.

Romantic love could be an emotion as fundamental as hunger or thirst, according to the brain scans of young men and women who had fallen madly in love, or were lovelorn, by Arthur Aron, a social psychologist at The State University of New York at Stony Brook.


Chopping cocaine, Love really is a drug, say brain researchers
Researchers believe that love has a similar effect on the brain as cocaine

The finding is based on research he carried out with Lucy Brown, a neuroscientist at Albert Einstein College of Medicine in New York and Helen Fisher, an anthropologist at Rutgers, the State University of New Jersey.

While participants felt many different emotions when thinking of the person they loved, they all had one thing in common – they all showed activation in the ventral tegmental area, the right posterodorsal body and the medial caudate nucleus of the brain, according to the journal Monitor on Psychology.

These dopamine-rich regions "signal satiation of deep needs", said Prof Fisher. "All basic drives are associated with the dopamine system, and so is romantic love."

Known as the motivation-and-reward system of the brain, the regions appear to be active whenever people get something they deeply desire – food, water, cocaine or perhaps just a girlfriend's phone call in the case of teenage boys.

Prof Fisher said: "Addictions are very powerful, and cocaine addiction is associated with dopamine systems." She also speculated that the increase in energy people newly in love experience may be due to a flush of dopamine.

"Dopamine system activation is also related to focused attention, underpinning the feeling that just one person is at the focus of your world – your absolute and total Valentine," added Prof Aron. Some of the brain systems activated in people who are in love are similar to those active in people who have been recently rejected, according to an as-yet-unpublished study by the same team. This time they studied 15 lovelorn young people as they looked at pictures of their former partners.

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As with the students in love, the bereft showed increased activation in the motivation and reward systems. Unlike them, the lovelorn showed activation in an area of the brain associated with taking risks.

Raj Persaud, Gresham Professor for Public Understanding of Psychiatry, who organised a Daily Telegraph online Valentine's experiment, said: "What this research is adding to is our understanding that love is one of the stongest of the basic drives – people when in love do extraordinary things."

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PRIMO SERVIZIO FIRMATO

E' uscito il mio primo servizio ANSA firmato. Ora potete cercare "Bosco", "Bortolaso" o anche "Bosco Bortolaso" (mi raccomando, non "Boscolaso"), oltre che il solito YY6, la mia sigla.
Troverete il servizio pubblicato qui sotto, partorito dopo diversi giorni di sofferenze: interviste colme di tecnicismi con diplomatici delle Nazioni Uniti e una vera e propria sessione intensiva di diritto internazionale degna del nostro prof. Mauro Volpi.
Mi sembrava davvero di dover preparare il compitino per l'esame, che richiede lo studio e l'applicazione dello studente diligente quale ormai più non sono, con l'aggravante che il compitino,
nel giro di pochi minuti, è diventato pubblico.
Ma che mi dice questo servizio? E' la domanda di stupido buon senso che nasce dopo la lettura. D'accordo, l'argomento è molto tecnico, ci si può divertire di più con lo spaccio a Ponte Felcino e il bilancio della Provincia, un ente che fa i conti con la propria identità. Auguro però a tutti di provare l'emozione e l'ebrezza di vedere pubblicato il proprio nome e (doppio) cognome, che ti dà la carica di andare avanti nonostante le difficoltà.
Sono così contento che vorrei mangiare una intera coppola di Garibaldi, continuare poi con i calzoncelli, innaffiare il tutto con i cocktail del generale Zazzera dietro la collina e dalle insostituibili risate della foresteria che continuano fino a notte fonda.
Forse festeggeremo ad aprile. Chissà.

CPI: ONU, PER IRAQ USA TEMONO FINIRE SU BANCO IMPUTATI/ ANSA
WASHINGTON CONTRARIA IPOTESI AGGRESSIONE STATO DIVENTI CRIMINE
(di Matteo Bosco Bortolaso ed Emanuele Riccardi)

(ANSA) - NEW YORK, 13 FEB - Nuova offensiva degli Stati Uniti
contro la Corte Penale Internazionale (Cpi) dell'Onu: per non
rischiare di finire sul banco degli imputati per l'Iraq, gli Usa
non vedono con favore l'ipotesi che l'aggressione di uno Stato
da parte di un altro possa diventare un crimine perseguito dal
tribunale internazionale.
Washington si era gia' opposta, negli anni scorsi, all'
istituzione della Corte stessa, rifiutando l'ipotesi che suoi
militari potessero essere giudicati da un' istanza diversa da un
tribunale americano.
Fonti diplomatiche americane minimizzano il divario e non
parlano apertamente di opposizione di Washington, limitandosi a
spiegare di non aver preso parte ai lavori avviati il mese
scorso perche', nel 1988, non parteciparono ai lavori per
l'istituzione della corte stessa.
Diplomatici di altri paesi Onu, che chiedono di non essere
citati, sostengono invece che gli Stati Uniti non vogliono
assolutamente discutere dell'argomento. Ricordano che Washington
e' da sempre stata contraria all'idea stessa del tribunale
internazionale e, soprattutto, non vedono perche' gli Usa
dovrebbero cambiare idea.
Nei giorni scorsi, circa 150 tra diplomatici, avvocati e
rappresentanti della societa' civile, anche di Stati che non
hanno aderito alla Cpi, si sono incontrati a piu' riprese a New
York per tentare di definire con precisione in cosa consista
l'aggressione di uno Stato.
L'esempio storico cui si fa generalmente riferimento, perche'
nessuno lo contesta, e' l'invasione della Polonia nel 1939 da
parte della Germania. Alcuni esperti ritengono - ma non c'e'
accordo unanime in proposito - che anche l'aggressione del
Kuwait nel 1990 da parte dell'Iraq dovrebbe far parte della
lista.
Gb, Francia, Russia e Cina, membri permanenti del Consiglio
di Sicurezza, premono perche' sia lo stesso Consiglio a decidere
quando si puo' parlare di aggressione, sostenendo che questo
potere e' sancito dalla Carta delle Nazioni Unite.
Un diplomatico europeo del Consiglio sottolinea che ''di
certo i Cinque - ed in particolare gli Stati Uniti - non
vorranno che siano altri a decidere se un determinato episodio
costituisca o meno un'aggressione''.
Questa posizione non viene condivisa da tutti (e neppure
dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani) secondo cui la
Corte dovra' agire proprio quando il Consiglio di Sicurezza si
rifiutera' di intervenire.
Fonti diplomatiche del Liechtenstein, il paese che presiede
il gruppo di lavoro ad hoc, spiegano che molto dipendera'
dall'interpretazione finale.
Secondo la Carta delle Nazioni Unite, spetta infatti al
Consiglio di Sicurezza discutere degli ''atti'' di aggressione,
mentre secondo le regole della Corte il tribunale stesso deve
occuparsi dei ''crimini'' legati alle aggressioni.
E proprio su questo punto, fonti diplomatiche europee
confermano che la difficolta' consistera' nel riuscire a
conciliare le due posizioni, senza togliere credito e forza
legale a nessuno dei due organismi.
Nel 1974, l'aggressione era gia' stata definita, in maniera
molto generica, dall'Assemblea Generale dell'Onu come ''uso
della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranita',
l'integrita' territoriale o l'indipendenza politica di un altro
Stato''. Per avere una definizione piu' precisa si dovra'
aspettare, nella migliore delle ipotesi, fino al 2009 o al 2010.
(ANSA).
RL
13-FEB-07 20:11 NNNN

L'OROSCOPO DEL GIORNO - SAGITTARIO
Giove e la posizione dissonante di Mercurio e Venere
eccitano il vostro grandioso spirito utopico.
Vi guardate attorno
e siete presi
dalla smania
di ordinare,
sistemare,
porre rimedio,
riportare
alla purezza cristallina
situazioni o sentimenti traballanti.
Favorite le iniziative e le prese di posizione
nei rapporti professionali.
---
Spending money on your honey
may be the best move
you make today.
A generous gesture like this
on Valentine's Day
won't be forgotten in a hurry.
Choose carefully, though,
to increase the impact.

Lapis in fabula
L'HOMO GIORNALISTUS

Credo siano utili alcune
osservazioni zoologiche
sulla specie nota come
homo giornalistus quotidia-
narum. Solo apparentemente
simili ai qualunque homo sa-
piens, in realtà hanno profon-
de mutazioni. La loro dieta è
singolare. Si nutrono infatti di
indiscrezioni, lanci di agenzia,
interviste e ricerche sul cam-
po. Il loro concetto di abbuf-
fata è un reportage in trasfer-
ta. Si narra di alcuni ricove-
rati e sottoposti a lavanda ga-
strica dopo viaggi in cui la
quantità di informazioni è
stata tale da non poter essere
metabolizzata sotto forma di
articoli. Un periodo senza no-
tizie succose è vissuto come
digiuno pernicioso. Per questo
dire loro “nessuna nuova,
buona nuova”spesso causa
reazioni violente. Al contrario
le parole “Ho una brutta no-
tizia”producono scodinzolio,
aumento della salivazione,
iperventilazione e sorrisi in-
controllati. Il giornalistus, co-
me i bufali africani e gli gnu è
molto vulnerabile all’ora
dell’abbeverata, quando va al-
la spasmodica ricerca delle
fonti. Senza di esse deperisce,
e viene preso di mira ed im-
pallinato con una certa faci-
lità. Cercare un esemplare in
redazione porta spesso a cu-
riosi risultati. Ad esempio se
vi dicono “Oggi non usciamo”
significa che in realtà sono
tutti fuori. Quindi, quando ne
cercate qualcuno, preparatevi
a risposte spiazzanti. Voglio
dire, per quale altro mestiere
vi possono rispondere “No n
c’à, è fuori per un omicidio?”
Chicco Gallus
Scrittore satirico
---
(pubblicato su e Polis del 14 febbraio 2007)
Ha nevicato, le strade hanno macchie bianche qua e là.
Ma in breve tempo i fiocchi sono diventati gocce. Ora piove.

martedì, febbraio 13, 2007

L'OROSCOPO DI OGGI - SAGITTARIO
Cupido ha scoccato la sua
freccia: non c’è discorso o
spiegazione razionale che tenga,
siete irrimediabilmente innamorati.
Pionieri quando si tratta di trovare
nuovi pascoli vi ritrovate immobili,
incerti sulla mossa giusta da fare,
sulla strada da intraprendere. Stare
o andare? Prendere o lasciare? Fate
scegliere ai sensi.

lunedì, febbraio 12, 2007

L'OROSCOPO DEL GIORNO - SAGITTARIO
Sfrontati e sicuri.
Abili nel schivare colpi
sorridendo all’avversario.
Rapidi nell’afferrare
situazioni e comportamenti.
E' come se foste impegnati
in un incontro di wrestling
dove tutti fingono di picchiarsi brutalmente
senza, in realtà, subire alcun colpo.
Se nel rapporto di coppia
nascono tensioni
saranno superate.

sabato, febbraio 10, 2007


FATE L'AMORE, NON FATE LA GUERRA

mi scuso per il titolo alla Alberoni, forse è meglio un più secco:
PERMESSO NON ACCORDATO

Niente da fare. Il permesso per i due soldatini della foresteria non è stato accordato. Nessuna missione a Pasqua. Da via XX settembre fanno sapere che in Libano non si va. Nemmeno il Kyberpass, la porta verso Kabul, è aperta. Troppo freddo, troppa neve. Un valico invalicabile. I nostri due eroi devono rimanere a bocca asciutta. Si può solo tornare in Kosovo, oppure nella vicina Bosnia. Altri "teatri operativi" non sono aperti ai giornalisti embedded.

La notizia raffredda gli animi del militaresco Zazzera, già pronto ad imbracciare la telecamera come se fosse un RPG. Anche i ferventi spirti del giovane Bortolaso, pronto a prendere il primo volo New York-Beirut così come Fabrizio Dongo cavalcava il suo destrierio verso la battaglia di Waterloo, deve arrendersi all'evidenza: la guerra, a Pasqua, non s'ha da fare.

E così Matteo l'americano si deve accontentare dei racconti del suo amico, Omar il libanese, che prenderà sì un volo per Beirut, per tornare nella sua città, sconvolta dalla guerra, passando prima per l'inquietante Damasco, che tante ombre allunga verso il Paese.
L'alternativa potrebbe essere un volo New York-Tel Aviv, con scalo tecnico per raccogliere il suo amico Herbert, con il quale ha una condiviso per un breve capitolo della sua vita (giusto una cinquantina di pagine) pulsioni verso le donne di Ponte Felcino - pulsioni lettararie, s'intende...come non citare, a sproposito, la dantesca Beatrice?

Il nostro English Man in New York, lui che era così illuminista, razionale e kantiano da credere sempre che la legge morale è dentro di te e le stelle sopra di te, si vede costretto a chiedere al cielo le risposte per l'incerto futuro. E gli astri(lunari) ripondono come sempre sibillini e ambigui:

Avete dovuto interrompere sul nascere
il progetto di spedizione alla ricerca dell’Eden,
richiamati all’ovile
dall’amore materno
e da responsabilità
verso la famiglia di
origine.
Benché il viaggio sia solo rinviato,
valutate se non sia il
caso, però,
di continuare a godersi per un po’
i più prosaici
paradisi garantiti da Giove.

Ebbene, il compagno Zazzera e Matteo l'americano non partiranno. Almeno, non nel breve periodo almeno. Il primo rimane all'accademia degli ufficiali, dove, citiamo un testo crociano, "l'istruttore sottufficiale continua a seviziare i cadetti, ma sarà il primo a salutare con il 'signorsì' alla fine del duro biennio".

(A questo proposito sono sicuro che la mia conterranea, che come i cinesi aspetta il cadavere del nemico dall'altra sponda del fiume, sono sicuro che apprezzerà i toni locali di un film in realtà d'oltreoceano che racconta di un ufficiale e gentiluomo. Mi scuso per la crudezza dei termini, ma ogni ricerca antropologica che si rispetti deve evitare moralismi e censure.)

Il nostro aspirante generale, dicevamo, resta piegato sulle traduzioni dall'inglese, ma sarebbe pronto a gareggiare con Andrea Nativi nel trivio da caserma e nella battuta sapida da compagno di branda.

E il nostro romantico corrispondente? Rimane lì dove le decisioni vengono prese, ma non dove vengono vissute. Entrambi, insomma, novelli Buzzati che, mentre faceva i turni di notte in via Solferino, immaginava la fortezza Bastiani e i Tartari che non arrivavano mai. Eppure alla fine i Tartari arrivarono. Ma pare che non lo faranno a Pasqua.

Come non seguire il vecchio detto, quindi:
"fate l'amore e non fate la guerra"?

O generale Zazzera, dietro la collina di villa Orintia...

Generale dietro alla collina,
ci sta la notte crucca ed assassina
e in mezzo al prato c'è una contadina,
curva sul tramonto, sembra una bambina
di cinquant'anni e di cinque figli,
venuti al mondo come conigli
partiti al mondo come soldati
e non ancora tornati.

Generale dietro la stazione,
lo vedi il treno che portava al sole
non fa più fermate neanche per pisciare
si va dritti a casa senza più pensare
che la guerra e' bella anche se fa male
che torneremo ancora a cantare
e a farci fare l'amore,
l'amore dalle infermiere.

Generale la guerra è finita
il nemico è scappato, è vinto, è battuto
dietro la collina non c'è più nessuno
solo aghi di pino e silenzio e funghi
buoni da mangiare buoni da seccare
da farci il sugo quando viene Natale
quando i bambini piangono
e a dormire non ci vogliono andare.

Generale queste cinque stelle
queste cinque lacrime sulla mia pelle
che senso hanno dentro al rumore
di questo treno che è mezzo vuoto
e mezzo pieno e va veloce
verso il ritorno, tra due minuti
è quasi giorno, è quasi casa,
è quasi amore.

NOVITA'
Ora potete gustare il blog anche durante gli esercizi di step o salendo il viale cipressato verso Villa Orintia. Scaricate il podcast e ascoltatelo su iTunes o sul vostro iPod.

QUESTIONARIO
Le domande da farsi prima di sposarsi.
Voi ve le siete fatte?
O ve le farete?

mercoledì, febbraio 07, 2007


UN'ITALIANA ALLA CORTE DI REDFORD


Un amore diverso, poco ortodosso. Ma ben lontano da estremismi, stupri e sesso tra uomini e animali. Si può trovare anche questo al Sundance, il festival del cinema indipendente, l’altro pulpito rispetto agli Oscar del prossimo 25 febbraio. È Expired, film che Hollywood Reporter, vangelo dell’industria cinematografica americana insieme alla rivista Variety, definisce “una toccante e improbabile commedia lontana dalle copertine patinate, tutta cuore e cervelli, pronta a parlare della forza di una donna e di bellezza interiore”. Oltre al contenuto, stupisce anche la firma della pellicola, diretta dell’italiana Cecilia Miniucchi, poco conosciuta in patria. La regista arrivò negli Usa con una borsa in letteratura ad Harvard, quindi passò all’American Film Institute, per un corso di regia. Ha realizzato molti documentari, spaziando dallo scrittore maledetto Charles Bukowski al regista controcorrente Robert Altman. Grande emozione, naturalmente, quando è stata chiamata al festival di Park City, nello Utah, alla corte di Robert Redford.
Miniucchi, lei è italiana o americana?
“Mi divido. Sto un pò qui un pò lì. È un bel dilemma, però almeno mi ritrovo ad essere cittadina del mondo, che non è male”.
Ci spiega la trama del suo film?
“Claire (interpretata da Samantha Morton) è una pizzardona: fa le contravvenzioni alle macchine che rimangono parcheggiate più del consentito. La donna vive con la madre, muta e vittima di un ictus (Teri Garr, che veste pure i panni della zia di Claire). Nella pellicola si intrecciano le relazioni della protagonista con la madre, la zia, la vicina di casa e con un altro pizzardone, Jay, col quale nasce un amore inaspettato”.
Che cosa voleva raccontare?
“Due personaggi che vogliono amare ed essere amati, la cui storia è molto poco ortodossa, diversa da ciò che ci si aspetta di vedere sugli schermi cinematografici. Entrambi cambiano: uno cresce, l’altro diventa più gentile. Il messagio è questo: non rinchiudersi nelle proprie tane, meglio vivere, amare, soffrire”.
Come è nata l’idea?
“Osservando i pizzardoni che vivono dietro casa mia, nelle strade di Santa Monica, studiando come la gente li tratta. Volevo raccontarli”.
Quali sono state le reazioni degli spettatori?
“A Salt Lake City ci sono state tante risate, alcuni pianti. È una bella soddisfazione”.
Ha conosciuto Robert Redford? Che tipo è?
“L’ho incontrato al famoso brunch (una via di mezzo tra breakfast e lunch ndr) del Sundance Village, aperto soltanto a registi e attori. È ancora un uomo bellissimo, interessantissimo, generosissimo, che ha scelto di continuare a donare qualcosa al pubblico”.
Cosa pensa delle nomination agli Oscar?
“Sono tutti ottimi film. Si stanno affermando pellicole realizzate fuori dal sistema hollywoodiano. È positivo, perché apre gli orizzonti. E poi sono bei film”.
Dei film del Sundance, invece, si è parlato soprattutto per i contenuti forti: i rapporti sessuali tra un uomo e uno stallone arabo in Zoo, lo stupro della tredicenne Dakota Fanning in Hound Dog...
“No! Ma chi ha messo in giro queste voci? In Italia sono sempre i soliti…”

martedì, febbraio 06, 2007

L'OROSCOPO DI OGGI - SAGITTARIO
(questo è uno dei migliori)

Nessun dramma per i
cambiamenti climatici globali o
l’incerta situazione politica
internazionale: voi sarete i primi ad
intuire dove sarà la nuova frontiera
da attraversare per dirigersi là dove
il mondo nuovo garantisce futuro e
prosperità. Nel frattempo non
perdete il contatto con la realtà: il
partner esige più attenzioni.

lunedì, febbraio 05, 2007

SESSO: LE ITALIANE PRIME IN EUROPA

Le italiane sono le donne europee che fanno più spesso l'amore. A stabilire l'invidiabile primato è uno studio reso noto oggi a Berlino dalla Società Europea di Contraccezione, in occasione della presentazione nella sede della Bayer Schering Pharma a Berlino, in occasione del lancio di una nuova pillola di "Yasminelle", una nuova pillola anticoncezionale a basso dosaggio di estrogeni che promette di non avere effetti collaterali. Secondo l'indagine, condotta su 12mila donne europee fra i 15 e i 49 anni, il 59% delle italiane ha più di un rapporto sessuale a settimana: la media più alta del Vecchio Continente. Seguono le ceche (57%), le russe(56%), le francesi (55%) e le spagnole (54%). Ultime le donne austriache, di cui solo il 38% ha dichiarato di fare l'amore una o più di una volta a settimana. Le italiane sono all'ultimo posto, invece, nell'uso di contraccettivi: solo il 29% usa la pillola e moltissime preferiscono i metodi "naturali" come il coito interrotto o il preservativo. In base agli ultimi dati del 2006 sono 2,2 milioni le italiane tra 15 e 49 anni che usano contraccettivi ormonali: in testa le sarde, 28,6%, seguite da valdostane (22,8%) , liguri (19,9%) ed emiliane (19,4%). In coda le campane (7,6%) e le donne lucane 7,3%.

domenica, febbraio 04, 2007

ALTRI OROSCOPI
January 29th
You may be in the middle of crucial discussions, Sagittarius.
But don't expect to reach a conclusion today, or even over the next few days.
Be careful not to ask someone to make a quick decision.
To force an issue now could mean it will need to be changed or adjusted later.
More details should come out before an outcome is settled.
Be patient.

Oggi
Non c’è bisogno di confessare
che preferite parlare piuttosto che
ascoltare. La fede nelle proprie
convinzioni e l’entusiasmo per le
passioni determinano una
torrenzialità di narrazione che non
tralascia particolari e i lunghi
preamboli e non dà spazio ai
racconti altrui. Compensate con
affidabilità totale e amicizia vera.

sabato, febbraio 03, 2007


IL TRIONFIO DI ENNIO

Il trionfo di Ennio. Dopo cinque nomination all’Oscar mai coronate da una statuetta, quest’anno Morricone riceverà il premio alla carriera per quella lunghissima lista di film che ha musicato, apprezzati di qua e di là dell’Atlantico: C’era una volta in America, Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto e il cattivo, Mission, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Gli Intoccabili e molti altri. Ma la strada che porta alle statuette di Los Angeles è lunga, una vera cavalcata trionfale negli Stati Uniti, dove critici e pubblico ancora ricordano le note che accompagnavano il vecchio cowboy Clint Eastwood, ormai convertitosi a pellicole più riflessive. Ieri, al Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite, Morricone ha interpretato Voci dal Silenzio, cantata per la pace composta in memoria delle vittime dell’11 settembre. L’opera è stata suonata da “Roma Sinfonietta” nell’aula dell’assemblea generale, dove i 192 membri dell’Onu discutono i grandi temi che affliggono l’umanità. È stata anche un’occasione ufficiale in cui l’Italia, rappresentata dall’ambasciatore Marcello Spatafora, ha salutato l’insediamento del nuovo segretario generale dell’Onu, il sudcoreano Ban Ki-moon. Diplomatici e giornalisti di tutto il mondo hanno gareggiato per avere il cartoncino rosso e poter sedere sui banchi visti nel film The Interpreter con Nicole Kidman. Insomma, è stato un momento storico, riservato a pochi, grandi, musicisti. Altro momento memorabile per il compositore dei film di Sergio Leone arriverà oggi, al Radio City Music Hall, ai piedi del Rockefeller Center, sempre a New York. Come se non bastasse, la Sony Classical ha deciso di preparare un cd intitolato We all love Ennio Morricone con 17 esclusive interpretate, tra l’altro, da Celine Dion, Quincy Jones, Andrea Bocelli, Bruce Springsteen, Roger Waters, Metallica, Yo-Yo Ma è Renée Flaming. “Mi ha sempre affascinato l’emozione autentica ed impetuosa delle musiche di Morricone, specialmente nelle sue colonne sonore western” dice James Hetfield dei Metallica. La marcia trionfale di Ennio, che non aveva mai suonato dal vivo in America, è accompagnata da un crescendo degno delle sue migliori intuizioni musicali. Il MoMA, il tempio dell’arte moderna, ha allestito una retrospettiva dedicata alle sue colonne sonore. Il Film Forum, che da trent’anni ospita le premiere indipendenti più ambite della cinematografia internazionale, ha inaugurato ieri una tre settimane di proiezioni. E due delle più prestigiose pubblicazioni della Grande Mela, il quotidiano New York Times e il settimanale New Yorker, hanno versato fiumi di inchiostro per raccontare Morricone agli americani. Questa irresistibile overture statunitense, in realtà un esordio per il 78enne Ennio, si coronerà con il sogno della statuetta dorata, che il vecchio compositore potrà raccontare ai suoi nipoti dicendo: C’era una volta in America…
Matteo Bosco Bortolaso
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(pubblicato su e Polis del 3 febbraio 2007)
Nemmeno un mese lontano dalla foresteria, eppure il richiamo si sente.
Sabato mattina, appena sveglio, a casa, controllo agenzie e giornali.
Accendo iTunes. Parte la traccia del Camorrista. Che nostalgia.

venerdì, febbraio 02, 2007

TODAY'S HOROSCOPE - SAGITTARIUS
Going after goals to achieve your heart's desires
has never been a problem, Sagittarius.
But what you may not have banked on
is the unexpected factor of change.
Don't worry,
as everything will work out exactly as imagined.
However, it may mean a different route is taken
to arrive at the destination.
Life is an adventure,
and it's these kinds of changes that make it interesting.

giovedì, febbraio 01, 2007

L'OROSCOPO DI OGGI - SAGITTARIO
“Amore e tosse
non si possono nascondere ”.
La citazione attribuita al grande Ovidio
ben si addice a chi di voi
si trova
nel gorgo della passione,
agli inizi di una storia,
in attesa del primo incontro
o della risposta della persona amata.
L’amore
è un sentimento troppo prezioso
per ingabbiarlo in
attese o dubbi.
Dichiaratevi.