mercoledì, febbraio 14, 2007


PRIMO SERVIZIO FIRMATO

E' uscito il mio primo servizio ANSA firmato. Ora potete cercare "Bosco", "Bortolaso" o anche "Bosco Bortolaso" (mi raccomando, non "Boscolaso"), oltre che il solito YY6, la mia sigla.
Troverete il servizio pubblicato qui sotto, partorito dopo diversi giorni di sofferenze: interviste colme di tecnicismi con diplomatici delle Nazioni Uniti e una vera e propria sessione intensiva di diritto internazionale degna del nostro prof. Mauro Volpi.
Mi sembrava davvero di dover preparare il compitino per l'esame, che richiede lo studio e l'applicazione dello studente diligente quale ormai più non sono, con l'aggravante che il compitino,
nel giro di pochi minuti, è diventato pubblico.
Ma che mi dice questo servizio? E' la domanda di stupido buon senso che nasce dopo la lettura. D'accordo, l'argomento è molto tecnico, ci si può divertire di più con lo spaccio a Ponte Felcino e il bilancio della Provincia, un ente che fa i conti con la propria identità. Auguro però a tutti di provare l'emozione e l'ebrezza di vedere pubblicato il proprio nome e (doppio) cognome, che ti dà la carica di andare avanti nonostante le difficoltà.
Sono così contento che vorrei mangiare una intera coppola di Garibaldi, continuare poi con i calzoncelli, innaffiare il tutto con i cocktail del generale Zazzera dietro la collina e dalle insostituibili risate della foresteria che continuano fino a notte fonda.
Forse festeggeremo ad aprile. Chissà.

CPI: ONU, PER IRAQ USA TEMONO FINIRE SU BANCO IMPUTATI/ ANSA
WASHINGTON CONTRARIA IPOTESI AGGRESSIONE STATO DIVENTI CRIMINE
(di Matteo Bosco Bortolaso ed Emanuele Riccardi)

(ANSA) - NEW YORK, 13 FEB - Nuova offensiva degli Stati Uniti
contro la Corte Penale Internazionale (Cpi) dell'Onu: per non
rischiare di finire sul banco degli imputati per l'Iraq, gli Usa
non vedono con favore l'ipotesi che l'aggressione di uno Stato
da parte di un altro possa diventare un crimine perseguito dal
tribunale internazionale.
Washington si era gia' opposta, negli anni scorsi, all'
istituzione della Corte stessa, rifiutando l'ipotesi che suoi
militari potessero essere giudicati da un' istanza diversa da un
tribunale americano.
Fonti diplomatiche americane minimizzano il divario e non
parlano apertamente di opposizione di Washington, limitandosi a
spiegare di non aver preso parte ai lavori avviati il mese
scorso perche', nel 1988, non parteciparono ai lavori per
l'istituzione della corte stessa.
Diplomatici di altri paesi Onu, che chiedono di non essere
citati, sostengono invece che gli Stati Uniti non vogliono
assolutamente discutere dell'argomento. Ricordano che Washington
e' da sempre stata contraria all'idea stessa del tribunale
internazionale e, soprattutto, non vedono perche' gli Usa
dovrebbero cambiare idea.
Nei giorni scorsi, circa 150 tra diplomatici, avvocati e
rappresentanti della societa' civile, anche di Stati che non
hanno aderito alla Cpi, si sono incontrati a piu' riprese a New
York per tentare di definire con precisione in cosa consista
l'aggressione di uno Stato.
L'esempio storico cui si fa generalmente riferimento, perche'
nessuno lo contesta, e' l'invasione della Polonia nel 1939 da
parte della Germania. Alcuni esperti ritengono - ma non c'e'
accordo unanime in proposito - che anche l'aggressione del
Kuwait nel 1990 da parte dell'Iraq dovrebbe far parte della
lista.
Gb, Francia, Russia e Cina, membri permanenti del Consiglio
di Sicurezza, premono perche' sia lo stesso Consiglio a decidere
quando si puo' parlare di aggressione, sostenendo che questo
potere e' sancito dalla Carta delle Nazioni Unite.
Un diplomatico europeo del Consiglio sottolinea che ''di
certo i Cinque - ed in particolare gli Stati Uniti - non
vorranno che siano altri a decidere se un determinato episodio
costituisca o meno un'aggressione''.
Questa posizione non viene condivisa da tutti (e neppure
dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani) secondo cui la
Corte dovra' agire proprio quando il Consiglio di Sicurezza si
rifiutera' di intervenire.
Fonti diplomatiche del Liechtenstein, il paese che presiede
il gruppo di lavoro ad hoc, spiegano che molto dipendera'
dall'interpretazione finale.
Secondo la Carta delle Nazioni Unite, spetta infatti al
Consiglio di Sicurezza discutere degli ''atti'' di aggressione,
mentre secondo le regole della Corte il tribunale stesso deve
occuparsi dei ''crimini'' legati alle aggressioni.
E proprio su questo punto, fonti diplomatiche europee
confermano che la difficolta' consistera' nel riuscire a
conciliare le due posizioni, senza togliere credito e forza
legale a nessuno dei due organismi.
Nel 1974, l'aggressione era gia' stata definita, in maniera
molto generica, dall'Assemblea Generale dell'Onu come ''uso
della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranita',
l'integrita' territoriale o l'indipendenza politica di un altro
Stato''. Per avere una definizione piu' precisa si dovra'
aspettare, nella migliore delle ipotesi, fino al 2009 o al 2010.
(ANSA).
RL
13-FEB-07 20:11 NNNN

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