sabato, febbraio 17, 2007

102.2 DECIBEL


Bionda, alta, slanciata, sportiva. Una presenza inaspettata nei polverosi corridoi del Palazzo di Vetro, frequentati da affabili ambasciatori ed esperti di peacekeeping. È la tennista russa Maria Sharapova, numero uno mondiale del tennis femminile, nominata nuova “ambasciatrice di buona volontà” delle Nazioni Unite. Maria, classe 1987, originaria della Siberia, si occuperà di campagne contro la povertà e sarà il volto dei progetti del dipartimento dell’Onu per lo sviluppo (Undp). Il progetto che le sta più a cuore? Il recupero dell’area dove esplose il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, nell’Ucraina settentrionale, il 26 aprile 1986. Allora l’Europa fu contaminata da una nube radioattiva, più di centomila persone furono evacuate. Tra queste, c’era anche la famiglia della piccola Sharapova.
“Sono orgogliosa di assumere questo impegno – ha dichiarato la tennista – e non avrei mai pensato di poter aiutare le popolazioni colpite dalle esplosioni di Chernobyl”. “Si tratta di sfide complicate – spiega Ad Melkert, capo del dipartimento per lo sviluppo – e siamo felici che persone con grande talento come Maria ci aiutino ad affrontarle”.
All’apparenza matura, per l’anagrafe la campionessa è ancora una teenager: compirà vent’anni il 19 aprile ed è la più giovane vincitrice di un titolo al torneo di Wimbledon.
La Sharapova si trasferì negli Usa otto anni, per iniziare l’addestramento al tennis. Nonostante l’adolescenza americana, la tennista non aveva ancora visitato il Palazzo di Vetro, ci cui diventerà uno dei simboli. Presentatasi in camicia bianca con generose trasparenze, lunga gonna nera e sottili bretelline dello stesso colore, la tennista è stata apprezzata dai fotografi e corrispondenti dell’Onu, subito conquistati dalla siberiana d’America che ha esordito la sua conferenza augurando a tutti buon San Valentino.


La tennista detiene un altro invidiabile record: è la più ricca tra gli sportivi attivi in questo campo. Non c’è da stupirsi, quindi, per l’assegno da cento mila dollari versato al dipartimento per lo sviluppo delle Nazioni Unite, che indubbiamente avrà maggiore visibilità con una sponsor del calibro della Sharapova, di cui si parla per i completini sportivi messi all’asta, le pose sulle riviste patinate e le urla che fa ogni volta che colpisce la pallina. Qualcuno le ha misurate: 102,2 decibel, più della sirena della polizia. Il dipartimento guidato da Ad Melkert, però, deve anche affrontare un nuovo scandalo che preoccupa il Palazzo di Vetro: l’accusa di aver finanziato in maniera indiretta, attraverso aiuti per lo sviluppo, il regime nordcoreano. Negligenza? Favoritismi? “Sono appena arrivata, non posso ancora rispondere alle domande difficili” dice candida la Sharapova, che affiancherà altri quattro ambasciatori di buona volontà dell’Undp: l’attrice giapponese Misako Konno, i calciatori Ronaldo, Zinedine Zidane e Didier Drogba. Anche le attrici Angelina Jolie e Nicole Kidman hanno assunto la carica di ambasciatrici di altri dipartimento delle Nazioni Unite. Ognuno ha usato i propri talenti per sponsorizzare l’Onu. La tennista siberiana proverà a dar voce a chi non ce l’ha. Con un volume da 102.2 decibel.

Matteo Bosco Bortolaso
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(pubblicato su e Polis il 18 febbraio 2007)

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