sabato, febbraio 17, 2007

VELTRONI, LEZIONI AMERICANE
Chiunque chiude gli occhi pensando al cinema vede Cinecittà e Hollywood. Parola del sindaco di Roma, Walter Veltroni, dopo aver firmato un accordo di amicizia con Los Angeles. Tra mercoledì e giovedì il primo cittadino ha stretto forti legami con la città delle stelle, guidata dall’ispanico Antonio Villaraigosa. Città delle stelle e degli angeli, pronta ad ospitare gli Oscar, definita da Veltroni come una delle metropoli “che meglio racconta la globalizzazione del mondo”. “Da Los Angeles bisogna imparare l’esperienza dell’integrazione – continua il primo cittadino – è la seconda città armena e la seconda città messicana al mondo: la sua storia dimostra che l’integrazione non è un problema semplice, ma si può affrontare”. Roma ha regalato all’amministrazione losangelina un dipinto con un paesaggio ottocentesco dell’Appia antica, mentre Veltroni ha ricevuto un libro di ritratti di star hollywoodiane. Se il sindaco losangelino ha parlato del suo progetto per “un milione di alberi”, la sua controparte italiana ha illustrato le esperienze della zona a traffico limitato, della riconversione dei mezzi pubblici per inquinare meno, e del numero 060606, che collega i cittadini all’amministrazione. Villaraigosa e Veltroni vogliono rendere i rispettivi comuni totalmente “wi-fi”, connessi ad Internet su tutto il territorio. Quindi Veltroni, cinefilo redento, ha presentato la Festa del Cinema di Roma alle major statunitensi, concludento il suo San Valentino nella villa di Dino De Laurentis a Beverly Hills, in compagnia di Gabriele Muccino, Raoul Bova, Brigitte Nielsen, Andrea Morricone, figlio di Ennio, e il console italiano a Los Angeles, Diego Brasioli. Giovedì, invece, il primo cittadino ha incontrato i rappresentanti della numerosa comunità ebraica di Los Angeles, chiedendo finanziamenti per il Museo della Shoah, che sorgerà nell’area di Villa Torlonia. Il sindaco ha raccontato la storia della comunità ebraica di Roma, soffermandosi sulla ferita raccontata da Giacomo Debenedetti, quella del 16 ottobre del 1943. Veltroni ha quindi visitato la prestigiosa università di Los Angeles, dove ha assistito ad una ricostruzione virtuale dei fori romani e ha incontrato due professori italiani. La giornata si è conclusa con l’incontro intitolato “Rome: The International City”, organizzato dal World Affairs Council, uno dei più importanti istituti di ricerca della costa occidentale degli Stati Uniti. La cena-evento si è tenuto al Beverly Hills Hotel, chiamato il Palazzo Rosa. Non era semplice entrare nell’albergo sul Sunset Boulevard (CAP 90210), solitamente il luogo dove “si va per per vedere gente ed essere visti”. I biglietti andavano dai 55 ai 550 dollari. Nel suo discorso il sindaco di Roma ha citato Abramo Lincoln, Zygmunt Bauman, Robert Kennedy, Ian Mc Ewan. Gran finale con il Nobel Amartya Sen: “Un mondo giusto è quello in cui gli individui lottano per qualcosa che non è determinato dalla lotteria del destino, ma dalla loro libera scelta”.
Matteo Bosco Bortolaso
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(pubblicato su E Polis Roma il 17 febbraio 2007)

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