ROMA CHIAMA HOLLYWOOD
Il sindaco della città eterna, gemellata con New York e Cincinnati, non ha mai nascosto di guardare con attenzione alla politica statunitense, scrivendo un libro su Robert Kennedy e tessendo amicizie tra i progressisti a stelle e strisce. Ma non chiamatelo filoamericano: Roma è gemellata anche con Parigi e sette anni fa il primo cittadino è stato insignito della Legion d’Onore francese. Per non parlare del Veltroni scrittore a tempo perso, o del viaggiatore terzomondista.
Fino a domenica, però, il primo cittadino di Roma sarà Walter l’americano. Ieri ha incontrato il sindaco di Los Angeles, Antonio Villaraigosa, col quale ha messo a punto una serie di collaborazioni tra le due città. Oggi, invece, Veltroni visiterà il World Affairs Council, il più importante istituto di ricerca di politica internazionale della costa occidentale degli States, quindi incontrerà i rappresentanti della comunità ebraica di Los Angeles, ai quali verrà presentato il progetto per il futuro museo romano sulla Shoah, che sorgerà sulla Nomentana, accanto a villa Torlonia.
Dopo due giorni nella città degli angeli, il sindaco vestirà i panni dello sportivo spostandosi nella capitale del gioco d’azzardo, Las Vegas, dove sarà spettatore degli All Stars Games di basket. Nella partita della selezione degli esordienti giocherà anche il romano Andrea Bargnani, dei Toronto Raptors. Bargnani, poco più che ventenne, è il primo giocatore italiano scelto con la chiamata numero uno in un draft. Veltroni coglierà l’occasione per annunciare che in ottobre due squadre di basket americane giocheranno a Roma. E domenica gran finale con la partita clou degli All Stars games, per poi fare ritorno in Italia, dopo aver interpretato un numero di ruoli degno di un personaggio pirandelliano.
Matteo Bosco Bortolaso
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(pubblicato su E Polis il 15 febbraio 2006)
(pubblicato su E Polis il 15 febbraio 2006)
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